Gli scioperi nel trasporto aereo sono tra i più temuti, perché un volo cancellato rompe tutta la catena del viaggio. Le regole però sono precise, e conoscerle aiuta a capire quanto sia reale il rischio e che cosa si può ottenere se il volo salta.
Chi può scioperare e quanto conta
"Sciopero aereo" è un'etichetta che copre categorie molto diverse:
- personale di volo di una compagnia (piloti, assistenti di volo): colpisce solo i voli di quella compagnia;
- controllori di volo (ENAV): possono bloccare o rallentare il traffico di un intero spazio aereo;
- personale aeroportuale (handling, sicurezza, gestori): colpisce uno scalo, a volte in modo pesante;
- addetti dei servizi negli aeroporti: effetti spesso limitati.
Conoscere la categoria è il primo passo per stimare il disagio. La pagina dei prossimi scioperi indica sempre settore e categoria.
Fasce protette e voli garantiti
Durante uno sciopero nel trasporto aereo devono essere effettuati i voli con partenza programmata nelle fasce 07:00–10:00 e 18:00–21:00. Oltre alle fasce, l'ENAC pubblica un elenco di voli garantiti, che comprende tra l'altro collegamenti essenziali per le isole.
Se il tuo volo è in una fascia protetta o nell'elenco, la probabilità che parta è alta. Se non lo è, il rischio dipende dall'adesione: molti voli fuori fascia vengono comunque effettuati.
Franchigie: quando non si può scioperare
Nel trasporto aereo esistono periodi di franchigia in cui gli scioperi non possono essere effettuati, legati ai picchi di traffico: il cuore dell'estate (indicativamente dal 27 luglio al 5 settembre), le festività di fine anno (dal 17 dicembre al 7 gennaio) e i giorni intorno a Pasqua, oltre a quelli a ridosso delle consultazioni elettorali. Il quadro dell'anno è nel calendario scioperi.
Se il volo viene cancellato
Con il regolamento CE 261/2004 hai sempre diritto a:
- scegliere fra rimborso del biglietto (entro sette giorni) e volo alternativo verso la destinazione;
- assistenza mentre aspetti: pasti, bevande e, se serve, albergo e trasferimento.
Questi diritti non dipendono dal motivo della cancellazione.
La compensazione: dipende da chi sciopera
La compensazione pecuniaria — 250, 400 o 600 euro secondo la distanza — è il punto su cui si fa più confusione.
- Se sciopera il personale della compagnia che opera il volo, la Corte di giustizia UE (causa C-28/20, 2021) ha stabilito che non si tratta di una circostanza eccezionale: la compensazione è dovuta.
- Se sciopera personale esterno alla compagnia — controllori di volo, addetti aeroportuali — lo sciopero è di norma considerato una circostanza eccezionale e la compensazione non è dovuta. Rimborso e assistenza restano.
- In ogni caso non spetta se la compagnia ti ha avvisato della cancellazione almeno 14 giorni prima della partenza.
Cosa fare in pratica
- Controlla il numero di volo e l'orario rispetto a fasce e voli garantiti.
- Tieni aggiornati i contatti nella prenotazione: le compagnie comunicano le cancellazioni via email e SMS.
- Se il volo è cancellato, chiedi riprotezione o rimborso alla compagnia; per la compensazione conserva la comunicazione ricevuta.
- Per i reclami non risolti ci si può rivolgere all'ENAC.
Per i diritti su treni e autobus vedi la guida al rimborso del biglietto.